Serigrafia e digitale. Un futuro ibrido

Secondo l’ultimo rapporto Smithers, di cui ho letto il commento fatto da WhatTheyThink, sembra ci sia una fotografia abbastanza nitida dell’evoluzione del mondo della serigrafia. Nelle applicazioni mainstream, quelle più vicine alla stampa digitale e alla comunicazione visiva come cartellonistica, grafiche per punti vendita, regalistica, oggettistica promozionale, abbigliamento promozionale e sportivo, la serigrafia arretra. Il valore, stimato in 9,37 miliardi di dollari nel 2025, scenderà a poco più di 8 miliardi nel 2030. Nello stesso arco di tempo invece, la stampa digitale continuerà la sua corsa fino a superare, per la prima volta, i 200 miliardi di dollari.

Secondo l’ultimo rapporto Smithers, di cui ho letto il commento fatto da WhatTheyThink, sembra ci sia una fotografia abbastanza nitida dell’evoluzione del mondo della serigrafia. Nelle applicazioni mainstream, quelle più vicine alla stampa digitale e alla comunicazione visiva come cartellonistica, grafiche per punti vendita, regalistica, oggettistica promozionale, abbigliamento promozionale e sportivo, la serigrafia arretra. Il valore, stimato in 9,37 miliardi di dollari nel 2025, scenderà a poco più di 8 miliardi nel 2030. Nello stesso arco di tempo invece, la stampa digitale continuerà la sua corsa fino a superare, per la prima volta, i 200 miliardi di dollari.

La serigrafia ci interessa perché è un mondo complementare a quello della stampa digitale e le sue evoluzioni possono essere viste come paradigmatiche di ciò che può succedere nel digitale. Quanti serigrafi, alla comparsa delle tecnologie di stampa digitali, le hanno adottate iniziando il “movimento” dei sign maker oppure della produzione di oggettistica on-demand? Storicamente, sono due tecnologie che hanno sempre convissuto e quello che accade nell’una si riflette nell’altra.

Perché se la serigrafia fatica sulle piccole pezzature e sulla consegna rapida (ricordate una cosa simile con la stampa offset e la comparsa del piccolo formato?), resta valida quando si tratta di depositare spessori più elevati sul materiale, di garantire resistenze estreme o di lavorare con inchiostri conduttivi o particolari, non ancora eiettabili dalle attuali tecnologie inkjet. Infatti, nello stesso report si legge che il tessile serigrafico crescerà dai 16,8 miliardi del 2025 a oltre 20 miliardi nel 2030, mentre l’elettronica stampata, RFID, touchscreen, circuiti, valgono già più di 31 miliardi.

Stampa UV Industriale Roland
Un esempio di piccola produzione personalizzata con la stampa digitale UV

Il digitale che avanza

Nel frattempo, secondo Smithers, l’inkjet corre. Dal 2020 cresce a quasi il 10% annuo e nel solo comparto industriale vale già oltre 30 miliardi. Una spinta alimentata da testine più performanti, inchiostri speciali e da quella versatilità che permette di passare con naturalezza su diversi substrati, dal vinile al tessile, dalla decorazione d’interni al packaging, sempre preservando il valore delle piccole tirature, di richieste specifiche oppure on-demand. Per non dimenticare l’evoluzione verso prodotti più sostenibili. Uno dei punti di forza del digitale, infatti, anche in ambito industriale, è quello di ridurre a zero gli stoccaggi di telai, film e dello smaltimento degli inchiostri.

La conferma arriva anche dal report Gelato 2025: tre quarti degli stampatori dichiarano che metà dei propri ricavi provengono ormai dal digitale, e il 70% individua in personalizzazione, on-demand e sostenibilità i driver principali della crescita. In altre parole, il digitale non è solo un’alternativa ma un linguaggio nuovo. È diventato il ponte naturale tra produzione e nuove aspettative di mercato.

Oltre la grafica. Il manifatturiero europeo

Se allarghiamo lo sguardo oltre la comunicazione visiva, vediamo che la stampa digitale è già entrata nei reparti manifatturieri europei. Nell’automotive viene usata tanto per le livree dei veicoli industriali quanto per inserti personalizzati. Negli elettrodomestici, un frigorifero può trasformarsi in un media brandizzato. Nell’elettronica o nell’impiantistica, i pannelli di controllo vengono decorati o marcati direttamente in linea, senza scorte di parti pre-stampate.

I numeri poi confermano questa spinta. Il mercato europeo cresce in media del 6% l’anno fino al 2030, con punte nel packaging (+9%) e nella stampa UV (+8%), scelta per la sua capacità di lavorare su vetro, plastica e metallo. La Germania resta il mercato di riferimento, ma anche l’Europa dell’est presenta prospettive interessanti, favorite da nuovi stabilimenti produttivi che adottano il digitale fin dall’inizio.

Profittabilità e il rischio della corsa al ribasso

Il sondaggio Widthwise 2025, pur limitato al Regno Unito (con tutte le sue peculiarità ma comunque assimilabile ad altri mercati) e relativo principalmente al mondo della stampa e della comunicazione visiva conferma che i passi nella direzione del digitale sono già acquisti e consolidati, con oltre il 70% degli intervistati che possiede già una stampante UV e un terzo intende investirci ancora.

Ma dietro questo dato, c’è anche un’altra realtà relativa all’uso di tecnologie digitali. Il 65% dei clienti degli stampatori intervistati mette il prezzo come prima priorità, davanti a qualità, servizio e sostenibilità. È la fotografia di un settore che corre verso l’innovazione ma deve ogni giorno combattere con la trappola del prezzo più basso, sintomo di un mercato maturo in cerca di altri sbocchi più profittevoli.

Molti infatti stanno spostando il focus verso mercati a più alta marginalità, come l’interior design, la decorazione industriale o il packaging su misura (prototipi, mock-up e piccole tirature), dove i progetti sono verticali e più remunerativi. Altri scelgono la strada dello one-stop-shop, ampliando l’offerta dal piccolo formato all’abbigliamento, passando per regalistica e allestimenti. È un modo per alleggerire il “carico cognitivo” dei clienti, che preferiscono affidarsi a un unico partner affidabile piuttosto che frammentare gli acquisti tra fornitori diversi e giostrare le marginalità tra diverse tecnologie.

Un esempio di stampa UV flatbed per la personalizzazione industriale
Un esempio di stampa UV flatbed per la personalizzazione industriale

Il futuro è ibrido

Come risulta evidente, la vera chiave sta nell’orchestrare e nello sperimentare cose nuove. Siamo partiti dalla serigrafia, che giocoforza ha dovuto ritagliarsi degli spazi più verticali ma sicuramente più profittevoli, e siamo arrivati al digitale, che sta seguendo la stessa onda evolutiva, con diversificazioni applicative a cascata. Sempre più spesso, le offerte alla clientela sono fatte da soluzioni tecnologiche ibride che uniscono il meglio dei diversi mondi, dal serigrafico al tampografico sino al digitale in tutte le sue forme (eco-solvente, latex, sublimatico, UV, DTF, DTG). Da un singolo file a diverse declinazioni. Quindi tecnologie non più “rivali” ma complementari. E aziende che possono e devono provare a diversificare per testare nuovi mercati, nuove offerte o nuovi servizi adottando strategie a coda lunga. Ciascun elemento, con il proprio ruolo, funzionale o strategico, è capace di aggiungere valore e di fare la differenza dell’azienda nel mercato.

ChatGPT-5. Un’occasione per iniziare con l’IA

Perchè usare ChatGPT-5 nella propria attività di stampatori.

Immagina di entrare in azienda la mattina, accendere il computer e trovare un unico strumento che sa già cosa vuoi fare. Non ti chiede quale modalità usare, non ti chiede di scegliere tra tre opzioni che non ricordi mai. Semplicemente inizia a lavorare con te.

Ecco, ChatGPT-5 è questo.
Un modello unico, capace di capire il compito e adattarsi automaticamente, riducendo quel carico mentale che ci ruba tempo ed energie. E, novità importante, è già accessibile anche agli utenti gratuiti (con limiti) e a quelli a pagamento.

Se hai appena iniziato a usare l’IA o stai sperimentando, queste sono le novità che per uno stampatore possono essere più rilevanti:

  • Un solo modello per tutto – Non occorre più chiedersi quale versione sia la migliore per il lavoro che devo fare: conversazione, ragionamento o entrambe. GPT-5 instrada automaticamente la richiesta nella modalità più adatta. Puoi comunque impostare un default: Auto (già predefinito), Fast (risposte rapide) o Thinking (ragionamento approfondito).
  • Meno allucinazioni, più onestà – Addestrato a dire “non lo so” quando non è sicuro (l’eccessiva compiacenza e le relative allucinazioni sono state dei freni all’adozione di strumenti come questo), fornisce spiegazioni più chiare e fonti. Non è infallibile, ma molto più affidabile di prima.
  • Gestione estesa del contesto – Puoi caricare testi lunghi o documenti complessi e GPT-5 li analizza passo passo senza perdere il filo. Si poteva fare meglio ma comunque il modello è ideale per testi estesi, brainstorming, report e analisi. Velocità di risposta alle richieste ottima.
  • Personalità integrate e Role Play efficace – Scegli un tono (ascoltatore, tecnico, robotico, ironico) senza riscriverlo ogni volta. Mantiene più a lungo il “ruolo” che gli assegni durante le iterazioni (es. agisci come social media manager) rispetto a GPT-4o.
  • Competenze di prototipazione e analisi dati – Più bravo a creare piccoli script di automazione ed estrarre insight da CSV o Excel. Utile per velocizzare l’amministrazione, preparare file o monitorare ordini.
  • Coding migliorato – Non il caso d’uso principale per PSP e sign maker, ma ora è molto più solido anche nello sviluppo.

Ragionamento avanzato per tutti

Credo che uno degli aspetti più interessanti di questo rilascio non sia solo tecnica ma l’abbattimento delle barriere all’IA di ragionamento avanzato. Una sorta di democratizzazione del cosiddetto “reasoning”.

Fino a ieri, i modelli più potenti o particolari erano stati esplorati solo dai più curiosi. Sam Altman ha condiviso un dato sorprendente: su 700 milioni di utenti settimanali di ChatGPT, meno dell’1% di quelli gratuiti aveva mai usato i modelli di ragionamento più evoluti. Non per mancanza di interesse, ma perché il percorso era complicato o comunque cambiare modello tra i tanti proposti non era così facile e intuitivo.

Con GPT-5 si ha il modello più performante alla portata di tutti, in tre varianti abbastanza semplici:

  • GPT-5 – standard e versatile per diverse tipologie di compiti. Lo trovi impostato di default.
  • GPT-5 Pro – per quei compiti più complessi e impegnativi a livello di ragionamento
  • GPT-5 Mini – Quando la priorità è la velocità ed efficienza

Niente paura però. Il modello instrada automaticamente la tua richiesta tra due modalità, analizzando il tipo di ragionamento necessario:

  • Thinking mode – quando occorre un ragionamento più complesso, una più profonda comprensione delle sfumature, o sono necessarie più risorse da impiegare per fornire la risposta.
  • Fast mode – quando le risposte che occorrono sono considerate più rapide e veloci da gestire.

ChatGPT-5 decide da solo quando attivare il ragionamento profondo, in base alla complessità del compito senza la necessità di dover switchare manualmente.

Per uno stampatore significa accedere alla capacità di pensiero del modello a più alte prestazioni senza essere un esperto di IA o di conoscere a menadito le varie differenze tra i modelli, come accadeva in passato (per la cronaca, i vecchi modelli rimangono accessibili per il momento nella sezione Legacy). Quindi, che tu stia facendo un preventivo articolato con diverse opzioni o pianificando un post per Facebook, il modello si adatta alla richiesta.

La verità sull’adozione dell’IA

Il rilascio di GPT-5, rivoluzione o evoluzione che sia, è il momento giusto per usare l’IA seriamente o aumentarne l’uso quotidiano. Il mio consiglio è di non inventare un caso d’uso solo per dire che stai “usando l’IA”. Invece, fai il contrario. Parti da ciò che fai ogni giorno (il caso d’uso appunto) e chiediti “Posso usare ChatGPT-5 per farlo più velocemente, per farlo meglio, per renderlo più interessante, più particolare?”

Infatti, anche se GPT-5 è sicuramente meglio, più veloce e più preciso, le persone non smettono o iniziano a usare l’IA solo per piccole differenze di prestazioni. Smettono (o non iniziano) perché, dopo qualche prova, non sanno cosa farci o semplicemente non riescono a contestualizzarla nell’ambito lavorativo. Diamo priorità a ciò che conta davvero per il nostro lavoro, dove c’è la ciccia, e proviamo a integrarci l’IA. Vediamo cosa succede. Ricordiamoci anche che non dobbiamo guardare all’IA solo al miglioramento immediato ma come a un valore che si sedimenta all’interno dell’azienda e a lungo termine amplifica in maniera sostanziale ciò che facciamo.

Partire da ciò che si fa già oggi e trasformarlo. È lì che avviene la vera ri (e)voluzione.

Quale IA per gli stampatori. Le opportunità dell’intelligenza artificiale generativa

Oggi la parola “intelligenza artificiale” è sulla bocca di tutti: un argomento che, a seconda dei casi, può essere pop, trendy o trash.

Ed è perfettamente normale. Come ogni innovazione epocale, coinvolge più discipline e ognuno, nel suo ruolo e nella sua competenza, esprime il proprio punto di vista.

Ma non è una moda. È qui per restare. Per noi che siamo nel mondo della stampa, essa rappresenta una magnifica opportunità.

Nella stampa, come in altri settori, l’intelligenza artificiale assume forme diverse, ognuna in specifiche applicazioni o strumenti.

Questo, pur essendo un grande vantaggio, innesca però qualche confusione, nel senso che troviamo la parola IA un po’ dappertutto.

Cerchiamo allora di fare chiarezza in modo che i vantaggi di questa tecnologia per noi siano chiari, distinguendo l’IA in due grandi gruppi, quella predittiva, che già c’è, e quella generativa, che ci interessa in modo particolare. 

IA predittiva. Una vecchia conoscenza (anche se magari ignoravamo si chiamasse così).

Sebbene sottotraccia fino a poco tempo fa, l’IA predittiva è probabilmente già presente nei software che molti stampatori utilizzano quotidianamente.

Per predittiva intendiamo un tipo di intelligenza artificiale, basato sul Machine Learning, che consente di prevedere eventuali attività, trend o eventi nel futuro, basandosi sui dati storici accumulati.

Questa tecnologia è molto importante ed è utilizzata per diversi scopi tra cui prevedere i tempi di completamento dei lavori, ottimizzare i flussi di produzione o prevenire guasti alle macchine o anomalie tramite la manutenzione, appunto, predittiva.

Ci consente anche di determinare i ritorni d’investimento, di migliorare la gestione del flusso di stampa o degli ordini in entrata. Magari lavoriamo già con cruscotti di questo tipo che ci forniscono questi dati.

Permette poi di raccomandare ai visitatori del nostro eshop prodotti simili o complementari a quelli che hanno comprato in precedenza e di fidelizzare la nostra clientela (come fa Netflix o Spotify nel raccomandarci film o video). Il tutto basato su dati storici.

Come detto, i costruttori implementano già funzioni predittive o di ottimizzazione e potete trovarle nei software di gestione (qualsiasi essi siano) sotto queste modalità classiche:

  • Sotto forma di classificazione dati (di solito per categorie, in modo da farci scoprire pattern o nuove opportunità);
  • Sotto forma di cluster, cioè gruppi di dati che hanno caratteristiche simili (di solito per tipologie di pubblico);
  • Sotto forma di evidenziazione di dati anomali (ritardi di pagamento, comportamenti fuori dallo standard);
  • Sotto forma di previsioni temporali (ad esempio evoluzione del business).

Quanto sopra è intelligenza artificiale a tutti gli effetti, anche se non luccicante come l’IA generativa!

 

Esempi di cruscotti predittivi su Roland DG Connect
Roland DG Connect – Cruscotti

 

IA generativa: La vera rivoluzione creativa

Se l’IA predittiva ottimizza i processi, l’IA generativa lavora con e per la nostra creatività.

Come dice il nome, questo tipo di IA è in grado di creare contenuti completamente nuovi, dalle immagini ai testi, strategie di marketing o design personalizzati, post e reel per i nostri social, audio dai nostri testi o suggerimenti per un brainstorming.

E qui sta la vera novità. Avere la possibilità per gli stampatori di generare idee, tattiche e materiali creativi che in passato avrebbero richiesto settimane di lavoro, deleghe all’esterno o semplicemente riattivare progetti accantonati per mancanza di tempo o d’ispirazione.

Questo avviene interagendo con gli strumenti, in linguaggio naturale. Esiste una vasta letteratura su come creare richieste alle piattaforme di IA (prompt) ma il fatto che possiamo interagire così come facciamo con una normale chat è stupefacente e riduce la complessità precedente dove si parlava alle macchine solo con linguaggi di programmazione.

L’intelligenza artificiale generativa è disponibile con diverse applicazioni, secondo quello che si vuole fare. Dagli straconosciuti ChatGPT, Gemini o Claude per la generazione di testo (e non solo) ai diversi strumenti per immagini, video, grafici, audio, musica, codice e analisi dati (dare un’occhiata qui, solo come esempio).

La bellezza dell’IA generativa sta anche nella potenza che ci mette a disposizione. Non solo possiamo creare noi le cose che ci occorrono (per poi magari svilupparle meglio con i nostri collaboratori o fare un brief più preciso ad agenzie che collaborano con noi), ma possiamo usufruire della grandissima conoscenza che queste piattaforme hanno, essendo state addestrate con enormi quantità di dati che contengono strategie, soluzioni, processi, immagini e tanto altro ancora provenienti da tutto il mondo.

Non solo, possiamo anche chiedere all’IA di far valutare le nostre richieste a guru o personaggi di riferimento del mondo del business, del marketing o della finanza, poiché le loro strategie sono state sicuramente implementate all’interno dei modelli di IA durante l’addestramento.

Un piccolo esempio usando ChatGPT e testo

Voglio entrare in un nuovo mercato che non conosco bene ma che ho notato essere interessante per me. Chiedo a ChatGPT di comportarsi come esperto di marketing del settore che ho scelto e di identificare i profili dei possibili clienti, le loro aspirazioni e i punti di preoccupazione. Poi chiedo allo strumento di sviluppare una strategia di marketing e di generazione contatti, magari privilegiando la parte social. Quindi posso chieder la creazione di una serie di post che userò sulle mie piattaforme che parlano il linguaggio della mia audience e ne toccano i punti principali. Ecco, il tutto in meno di un’ora, considerando anche che sarà poi la mia professionalità ed esperienza a rivedere e validare il tutto.  Potete farlo con altre piattaforme (Claude, Gemini, Mistral) , generare immagini a tema o musiche per i social.

Il futuro dell’integrazione dell’IA generativa nei software di stampa

Proprio come è avvenuto per l’IA predittiva, è plausibile che l’IA generativa verrà presto integrata nei software di gestione della stampa, come i RIP, rendendo questi strumenti ancora più potenti e facili da usare, riducendo la curva di conoscenza necessaria all’utilizzo dei software, e parlando con le nostre piattaforme come facciamo in una normale chat.

Alcuni produttori stanno già iniziando a includere funzionalità di AI nei loro software per automatizzare parti del processo creativo.

Le piattaforme per la creazione d’immagini di uso generale funzionano già tramite chat e linguaggio naturale.

L’importanza di padroneggiare l’IA generativa oggi

In attesa che queste tecnologie siano integrate in modo capillare nelle piattaforme di stampa, è fondamentale che gli stampatori inizino a familiarizzare con gli strumenti di IA generativa disponibili oggi. Non solo per essere pronti alle future integrazioni, ma anche per acquisire un vantaggio competitivo immediato, visto che, nonostante se ne parli tanto, siamo ancor agli inizi. Quindi alcuni suggerimenti, anche se possono apparire banali:

  • Sperimentare ogni con strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity, Midjourney e DALL-E e provare a generare testi, ricerche, strategie e immagini.
  • Integrare l’IA nel flusso di lavoro quotidiano. Utilizzare l’IA per la creazione di contenuti, analizzare report, costruire presentazioni, rispondere a mail o personalizzare i prodotti.
  • Imparare come dialogare con l’IA. Prendersi del tempo per approfondire le tecniche per scrivere le richieste (prompt) in modo che l’IA ci dia sempre il massimo.

Per chiudere

L’intelligenza artificiale, sia predittiva che generativa, rappresenta una grande opportunità per gli stampatori.

Se da un lato l’IA predittiva migliora l’efficienza operativa ed è già probabilmente integrata nei nostri strumenti, dall’altro l’IA generativa ci permette di esplorare nuove strade creative e di business.

Investire ora del tempo e del denaro (relativamente poco, per quello che le piattaforme di IA ci danno) nel capire, nel formarsi, e nell’utilizzare queste tecnologie una delle cose più sane che possiate fare per la vostra azienda di cui non vi pentirete sicuramente.

 

Stampa UV Flatbed: la nuova frontiera della personalizzazione industriale

L’adozione di tecnologie innovative e digitali è il motore che sta guidando il cambiamento nel settore della produzione industriale e il mindset degli addetti ai lavori, per massimizzare le produzioni, per consegne just-in-time, gestione degli stock e soddisfazione delle esigenze specifiche dei vari clienti.

Dati come la trasformazione digitale nell’ambito dei processi in crescita del 19.4% fino al 2029 e la manifattura digitale in crescita del 16.5%, indicano che il digitale è parte integrante dell’industria manufatturiera. A ciò, dobbiamo unire la richiesta crescente di personalizzazione dei prodotti dei prodotti, considerato uno dei megatrend industriali. Questo è un aspetto in cui vogliamo far focus in quest’articolo.

Stampa UV oggetti

Personalizzazione e tecnologie di stampa

Parlando di personalizzazione, notiamo che la stampa Direct-To-Shape, cioè su superfici e oggetti, tra cui includiamo anche parti e componenistica dell’industria elettronica e meccanica, presenta una crescita del 7.2%. Il Printing-on-Demand, cioè la stampa su specifica richiesta (just-in-time, piccoli lotti, prototipi e mock-up), dato trasversale per tutti i segmenti commerciali, prevede uno sviluppo pari al 25.8% fino al 2030, segno si una necessità ben specifica di flessibilità e prontezza nella risposta al mercato.

La personalizzazione è strettamente legata con i processi di stampa. In questo caso consideriamo la stampa digitale con inchiostri UV, anch’essa in crescita del 9.5% annuo. La stampa con inchiostri UV è una soluzione che coniuga sia la possibilità di stampa a richiesta che di personalizzazione di oggetti, parti o superfici.  In particolare, le stampanti flatbed (a letto piano) possono offrire la massima versatilità all’industria che intende avvalersi della personalizzazione con inchiostri UV, soprattutto nei settori elettronico, elettrotecnico e meccatronico.

Stampa UV Industriale Roland

 

Applicazioni della stampa UV nei segmenti elettronico, elettrotecnico e meccatronico.

Considerando quanto sopra, le possibilità offerte dalla stampa UV flatbed sono particolarmente rilevanti per il settore tecnologico, consentendo la personalizzazione di telai e chassis di apparecchiature elettriche e elettroniche, pannelli frontali o di controllo, tastiere a membrana (graphic overlay), packaging di prodotto, placche, rack, componentistica, astucci, contenitori e tanto altro ancora.

Una delle caratteristiche principali della stampa UV è proprio quella di poter stampare su una molteplicità di superfici, rendendo molto vasto il campo applicativo e produttivo.

Stampa UV Industriale Roland

La tecnologia di stampa UV. Un Incontro tra qualità ed efficienza

Approfondiamo allora brevemente perché la stampa UV è così versatile e si presta ad essere un valido supporto nel mondo della manifattura attenta alla personalizzazione. La stampa UV utilizza inchiostri che, esposti a luce ultravioletta, induriscono (polimerizzano) immediatamente. Questo processo assicura adesione e durabilità su diversi materiali, oltre a vantaggi come:

  • Asciugatura istantanea per una maggiore efficienza produttiva con consegne più rapide, sia di produzioni per clienti che di mock-up o prototipi (ad esempio per il reparto marketing o tecnico)
  • Durata e resistenza dei colori nel tempo.
  • Ampia gamma cromatica per riprodurre colori molto ricchi oppure fuori dalla gamma standard della quadricromia, grazie all’uso di colori aggiuntivi come rosso e arancione.
  • Stampa su materiali scuri o trasparenti grazie all’uso come base dell’inchiostro bianco ad alta coprenza.
  • Dettagli di alto livello e passaggi tonali tra colori eccellenti.
  • Possibilità di aggiungere texture a rilievo lucide o opache su parti specifiche o sull’intera superfice per effetti tattili, materici o tridimensionali.
  • Adesione a superfici molto ostiche grazie all’uso di primer appositi
  • Riduzione dell’impatto ambientale grazie a inchiostri certificati e alla possibilità di ottimizzare le produzioni senza la necessità di creare e stoccare telai (come avviene con la serigrafia).

La stampa UV in azione: inchiostro, effetto 3D e asciugatura
La stampa UV in azione: inchiostro, effetto 3D e asciugatura

L’integrazione con processi di stampa esistenti

Molta parte della manifattura già personalizza produzioni grazie all’uso di impianti serigrafici o tampografici interni, oppure utilizzando aziende esterne specializzate. La stampa UV si affianca alle risorse già esistenti e può lavorare in complementarità con esse oppure in maniera indipendente. Ciò vale sia per le aziende che per gli stampatori industriali. Citiamo qui alcuni vantaggi della stampa digitale UV flatbed:

Produzione just-in-time o i tempi molto brevi.

  • Realizzazione di parti on-demand per ridurre sprechi e inventario.
  • Flessibilità in termini di pezzature, ideale per serie limitate e prototipi.
  • Controllo della qualità dello stampato.
  • Realizzazione di mock-up e prototipi in tempi brevi

Quali prodotti flatbed UV per l’industria

Parlando di stampa UV flatbed, parliamo di apparecchiature che per loro natura si adattano a diversi contesti e disponibili in diverse grandezze. Sono disponibili diverse soluzioni dai marchi più importanti. Tra questi, vorrei citare le soluzioni di Roland DG.

La Roland MO-240, con un’area di stampa di formato A2, è ideale per oggettistica e piccole produzioni, posizionabile in diversi ambienti, dai laboratori, agli stufi grafici interni come sulle linee di produzione.

Roland MO-240
Roland MO-240

Per produzioni più grandi, si può valutare la serie CO-i. Una soluzione flatbed con due diverse luci di stampa in larghezza e tre in lunghezza, che possono ospitare e personalizzare numerose quantità di oggetti oppure articoli come porte, pannelli, valigie e chassis.

Roland CO-i
Roland CO-i

Tutte offrono la possibilità di ospitare altezza attorno ai 20cm e hanno una gamma colore riproducibile estesa, effetti materici e tridimensionali lucidi e opachi, gestione completa della stampa da software dedicato. In più, per produzioni ripetute, è anche disponibile un software che permette di automatizzare il processo di stampa e di far usare la macchina anche a chi non è esperto di stampa digitale, elemento non secondario in caso di turnover o di utilizzo di manodopera non specializzate. Gli inchiostri hanno certificazioni GREENGUARD Gold, che assicurano il rispetto degli standard per una stampa sostenibile.

Ci sono esempi pratici che danno l’idea della versatilità e della flessibilità di tale tecnologia: Sam Cases, per la personalizzazione di contenitori, Shooter Padel per la customizzazione di racchette da padel, Monro per la personalizzazione di packaging e Tipolitografia Mazzarini per la creazione di elementi brandizzati a scopo pubblicitario.

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Perché valutare ora la stampa UV flatbed per l’industria

Nell’industria, gli uffici marketing, di design, gestori di linee produttive e uffici di pianificazione oppure chi lavora in outsourcing per le manifatture devono considerare che la richiesta di produzioni personalizzate, just-in-time, piccoli lotti e on-demand sono una realtà in crescita. Di riflesso, questo sta spingendo la necessità di dotarsi di più tecnologie di stampa e tra questa, quella UV flatbed, che soddisfa le richieste i cui sopra e si propone come soluzione ideale.

L’invito è quello di valutare come la stampa UV possa soddisfare le esigenze produttive e di provare dal vero la flessibilità e la qualità di una stampante flatbed.

Un esempio di stampa UV flatbed per la personalizzazione industriale
Un esempio di stampa UV flatbed per la personalizzazione industriale

Scopriamo gli inchiostri UV arancione e rosso di Roland DG

Roland ha recentemente presentato gli inchiostri Rosso e Arancione da usare sulle sue stampanti UV della serie LEC2 e LEC2 S. Vediamo perché e cosa possiamo stampare con questi due nuovi colori spot.

Inchiostri UV Roland
Inchiostri UV Roland

Cos’è l’inchiostro UV, come è fatto e come viene stampato

Abbiamo parlato diffusamente della tecnologia UV in questa pagina, descrivendo sia l funzionamento della tecnologia che le varie applicazioni.

Per ricapitolare velocemente il funzionamento della stampa UV prima di parlare più diffusamente dei colori rosso e arancione, diciamo che il sistema funziona come una normale stampante inkjet, a tecnologia piezoelettrica nel caso di Roland.

Stampa UV su oggetti
Stampa UV su oggetti

L’inchiostro però, una volta espulso dalla testina, invece di penetrare nel materiale come nel caso degli ecosolventi o dei latex, rimane in superficie e viene immediatamente asciugato (sarebbe meglio dire polimerizzato), da lampade UV (che sono a LED nel caso di Roland). L’inchiostro si trasforma in una sorta di sottile film sul supporto.

La composizione degli inchiostri UV

L’inchiostro UV contiene in genere quattro componenti: i foto iniziatori, i pigmenti, i monomeri e gli oligomeri.

I monomeri sono i mattoncini dell’inchiostro, e contribuiscono alla flessibilità e all’estensione dello stesso, alla sua durezza o morbidezza e infine la viscosità. Questi parametri sono essenziali per la gamma di superfici da stampare. Gli oligomeri sono delle resine e lavorano sulla parte adesiva dell’inchiostro per i vari substrati.

Le serie LEC2 S UV flatbed di Roland DG
Le serie LEC2 S UV flatbed di Roland DG

I pigmenti invece danno il colore all’inchiostro. Pensate che un pigmento, per essere usato, deve avere un diametro più piccolo di un capello. Queste micro particelle nanometriche macinate in appositi cilindri, sono poi rivestite per evitare che si attacchino l’un l’altra e blocchino gli ugelli della testina. Questo è fondamentale per la corretta dispersione dell’inchiostro nel liquido veicolo dell’inchiostro e, in ultima analisi, della qualità di stampa.

Quando esposti alla lampada UV, i foto inizializzatori attivano il processo di polimerizzazione degli oligomeri e monomeri, che raggruppano le molecole dell’inchiostro in strutture reticolari specifiche. Per questo il processo viene anche chiamato reticolazione.

La polimerizzazione avviene tramite raggi UV emessi dalla lampada UV LED di specifica lunghezza che attivano i foto inizializzatori

Polimerizzazione
Polimerizzazione tramite lampada UV

Depositandosi sopra le superfici senza penetrarle e venendo asciugato immediatamente senza bisogno di aria (a differenza delle altre tecnologie eco-solvente, latex e base acqua), l’inchiostro UV può essere usato su tantissimi tipi di supporti, da quelli plastici (Metacrilato, PMMA, PVC, PVC Forex ™, DBond ™, Polipropilene), al legno, carte, cartoncini, vinili, pietre e marmi, pelle naturale e sintetica.

Stampa cover con inchiostri UV
Stampa cover con inchiostri UV

Anche superfici più particolari come il vetro, il metallo o la ceramica, possono essere stampate con l’aggiunta di primer, cioè di una sostanza che stampata prima della stampa effettiva sulla superficie del materiale genera un vero e proprio rivestimento, permette poi il grip e quindi la stampa degli inchiostri.

L’uso degli inchiostri UV

Gli inchiostri UV, ed è il caso sicuramente di quelli Roland serie ECO-UV, tendono a essere multiuso, stampabili su molti materiali con una resistenza allo sfregamento e un’elasticità ed estensione ottimale su diverse superfici, per coprire tutti gli usi, dalla stampa pubblicitaria a quella industriale. Gli inchiostri ECO-UV EUV5 hanno anche la prestigiosa certificazione GreenGuard Gold, che assicura che gli inchiostri siano esenti da componenti volatili (VOCs) una volta polimerizzati, che li rendono ideali per applicazioni all’interno.

Nel caso di Roland, la qualità del pigmento e della tecnologia di stampa adottata porta a risultati qualitativi al di sopra della media del settore, con una ricchezza di dettaglio e di cromia molto alti.

Ultimo, oltre agli inchiostri e al primer, le stampanti UV Roland sono equipaggiate con vernici trasparenti per effetti lucidi o opachi, a rilievo, tattili o pattern predefiniti. Si stampano esattamente come gli inchiostri e vengono polimerizzati allo stesso modo. Il tempo e l’esposizione della vernice trasparente (altresì chiamata gloss o glossy)  ai raggi UV creano l’effetto opaco o tridimensionale. Un completamento perfetto per aggiungere un valore unico alla stampa UV. Tali effetti possono esser aggiunti in specifiche zone della grafica, come loghi, immagini o dettagli.

Effetti materici con vernici gloss
Effetti materici con vernici gloss

 

Il rosso e l’arancione nella stampa UV

Entriamo ora nel dettaglio dei colori rosso e arancione disponibili sulla serie ECO-UV di Roland per le stampanti UV LEC2 e LEC2 S.

I nuovi inchiostri rosso e arancio (chiamati in gergo colori spot o tinte piatte) si uniscono a quelli già disponibili della quadricromia e del bianco e derivano da pigmenti organici. Posseggono un’ottima estensibilità e flessibilità, la giusta trasparenza e resistenza agli agenti esterni, per applicazioni di comunicazione visiva, prototipazione packaging, personalizzazione in ambito industriale e produzione etichette.

Ma perché aggiungere questi colori spot alla quadricromia? Vediamolo insieme.

I vantaggi degli inchiostri rosso e arancione

L’uso della sola quadricromia CMYK (dove C sta per ciano, M sta per magenta, Y sta per giallo – yellow in inglese – e nero, chiama to anche key colour, da qui la K o per altri Black) con specifici retini consente la stampa del più ampio gamut cromatico di colore raggiungibile con un set minimo d’inchiostri (appunto i quattro della quadricromia). Tale gamut cromatico riproducibile è comunque meno di quello che l’occhio umano riesce a percepire e minore di quelli di cui avremmo bisogno per alcuni progetti grafici da stampare.

Comparazione del gamut
Comparazione del gamut

In stampe dove abbiamo bisogno di tinte particolarmente brillanti, come appunto arancio e rosso (es. loghi con arancione o rosso, albe e tramonti, rossi intensi),  la quadricromia, che sovrappone magenta e giallo per ottenerli, tende a “spegnere” un po’ queste tonalità.

Anche se la quadricromia standard in uso sulle macchine UV Roland già da sola da dei risultati molto buoni, al di sopra della media di stampanti della stessa classe, l’aggiunta dei colori rosso e arancio alla quadricromia, permette di espandere il già ottimo gamut riproducibile, aumentare la vividezza e la brillantezza dei colori e riprodurre anche quelli fuori scala sui rossi e gli arancioni. Si pensi come esempio all’arancione Fanta o Wind, al rosso Honda, Ferrari o Coca-Cola, all’arancione KTM.

Alcuni esempi di applicazioni con rosso e arancione
Alcuni esempi di applicazioni con rosso e arancione

L’uso dell’arancione e rosso nei progetti grafici

Con tale gamut, arricchito da questi colori, riusciamo a riprodurre grafiche che hanno un impatto visivo molto più ricco e caldo (arancio e rosso sono appunto definiti due colori caldi nello spettro colore)  e grafiche che si basano su arancione e rosso in maniera molto più incisiva.

Possiamo quindi progettare e stampare grafiche che hanno colori più forti o più impattanti. Possiamo riprodurre loghi di brand. Oppure possiamo integrare nel nostro progetto i colori Pantone ©  o tinte RAL che non erano prima riproducibili con la quadricromia standard.

Poter coprire anche i colori Pantone© poi, consente di accelerare l’identificazione e la riproduzione del colore del cliente, evitando di perdere tempo per trovare la giusta combinazione in quadricromia.

L’uso del rosso e dell’arancione infatti aumenta  la riproduzione dei colori Pantone ©, che passa dall’81,5% della quadricromia all’88,85%. Un risultato al di sopra della categoria delle stampanti UV di questo tipo.

LEC2 Roland 330 e 640
LEC2 Roland 330 e 640

Rosso e arancio in VersaWorks

I colori rosso e arancio hanno librerie specifiche Roland Color System Library in VersaWorks, il software RIP in dotazione con le stampanti Roland, per la stampa delle tonalità riproducibili con questi due colori per trovare subito quello che il cliente ci ha chiesto da riprodurre. Basta stampare la libreria e confrontarla con il colore richiesto.

Libreria Versaworks
Libreria Versaworks

Questo è un passaggio importante. Nella stampa digitale gli inchiostri vengono miscelati durante la stampa per ottenere il colore desiderato. Per riprodurre in modo fedele la resa di queste tinte, dobbiamo considerare un Delta E, cioè la differenza tra l’originale e quello da noi stampato, tale che l’occhio umano non percepisca la differenza (Delta indica la differenza mentre E sta per Empfindung, dal tedesco sensazione. Questo valore, misurabile con un densitometro o uno spettrofotometro, di solito deve essere pari o meno di due, ma per alcuni progetti differenze più alte sono accettabili).

True Rich Color

In combinazione con l’impostazione di VersaWorks True Rich Color, l’impatto della grafica stampata è ancora più impressionante, preservando i passaggi tonali, le sfumature e il bilanciamento dei colori, e ne raccomandiamo l’uso quando si lavora su grafiche per interni o retroilluminati.

 

Infografica dei mercati raggiungibili con periferiche UV
Infografica dei mercati raggiungibili con periferiche UV